TUTTLE RICHARD

Amo l' anticonservazione, il passare del tempo, ciò che non ingombra. La gente ama le cose che durano, io ciò che svanisce. In questa frase di Richard Tuttle (Rahway, New Jersey, 1941) c'è tutta la sua arte. Minimalista o massimalista che sia. E stato anche definito il poeta lirico dell' effimero. Il critico americano Hilton Kramer, di una sua mostra del 1975 al Whitney Museum, ha scritto: Per quanto riguarda l' arte, il meno non è mai stato meno di questo. Una conferma, sia pure solo materiale, nelle opere esposte: dodici box e tre Verbal Windows, per le prime e le seconde un fondo di legno con applicato sopra un cartone o dei fogli di quaderno, con immagini accennate a tempera su un fondo uniforme. Nella sua vasta produzione (la prima mostra risale al 1960), Tuttle ha usato anche materiali sintetici e leggeri, piastrelle isolanti per soffitti, imballaggi di cartone di ogni tipo, carte ondulate, maglie metalliche. La sua tavolozza, ha detto un altro critico, Roberto Storr, è fatta di tutto ciò che si può trovare sul fondo in un cassetto di ufficio, o nei contenitori sul tavolo di un falegname dilettante. Che dire? Tuttle ha esposto in tutto il mondo (alla Biennale di Venezia, nel 1997) e nei più importanti musei. Evidentemente un pittore di successo, pur nel suo piccolo, che produce un' arte ambiziosamente non ambiziosa, con colori che sono spesso delle idee di colore.

Tutte le opere di TUTTLE RICHARD

SENZA TITOLO 9

Artista: TUTTLE RICHARD
Anno: 1988
Tecnica: Acquarello